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consigli utili

Ecco come risolvere le piccole emergenze più frequenti, quando si sente dolore. O anche qualche utile indicazione per una corretta disinfezione della bocca.

In caso di dolore ai denti

consigli-dolore Cerca di capire che tipo di dolore sia:
è un dolore acuto, folgorante, lancinante o è gravativo, pesante una specie di tensione o di pressione sulla parte dolente? È un dolore che batte, pulsa oppure sale e scende di intensità gradualmente? Il dolore aumenta stendendoti? Il dolore aumenta battendo i denti oppure si sente il dente allungato?

Se il dolore è lancinante o folgorante o acuto è probabile che sia una pulpite, cioè un infiammazione del nervo della polpa del dente, in genere dovuto a carie e può essere trattato solo eliminando la carie e eliminando il nervo con la devitalizzazione. Un forte antinfiamatorio può ridurre il dolore (Taigalor cpr 8 mg.; Tora-dol 10 gocce, ad esempio) non stare stesi.

Quando il dolore è pulsante si può avere giovamento mettendo qualcosa di freddo in contatto della parte. Se il dolore non va via con antinfiammatori potenti o è scatenato semplicemente toccandoti un parte del viso e si presenta come una frustata può essere un evento nevralgico trigeminale (abbastanza raro).

Se il dolore è pesante o gravativo può essere un evento riguardante le gengive o il tessuto di sostegno del dente. Per cui se il dente è più alto o più sensibile alla percussione, o è un ascesso parodontale o un ascesso apicale. In tutti e due i casi l’antibiotico può aiutare a ridurre i sintomi. Il dente và però abbassato per evitare il dolore. In questo caso un po’ di sollievo lo si può avere ponendo una bustina usata di camomilla ancora tiepida sulla parte in modo che si ottenga una fistolizzazione rapida dell’ascesso e si riduca il dolore.

Sul colluttorio

consigli-colluttorioÈ un ottimo disinfettante, ma nel 90% dei casi contiene alcool come solvente e veicolo delle sostanze disinfettanti (tricolosan, clorexidina ecc.): l’alcool è un forte denaturante delle proteine, in sostanza le fa precipitare. In un tessuto sano non provoca grandi problemi, a meno che non se ne abusi in quanto determina anche una forte disidratazione.
La sensazione di fresco avvertita subito dopo è un po’ una presa in giro perché non è altro che l’effetto di evaporazione dell’alcool con laggiunta di qualche sostanza emolliente come il mentolo, la canfora… L’effetto di disidratazione è in ogni caso quello più evidente, e per provarlo fate uno sciacquo adesso e vedete quanto tempo dopo lo sciaquo riavrete lo stesso livello di saliva in bocca.

Senza entrare nello specifico in condizioni diverse dal normale il colluttorio è un’ottima arma per mantenere la flora microbica entro livelli normali, certamente non si sostituisce allo spazzolamento, ma se se ne abusa può provocare fenomeni come secchezza delle fauci, atrofia della mucosa e infezioni retrograde delle vie salivari maggiori (sprt. ghiandole sotto mandibolare e sotto linguale). L’aggiunta della clorexidina determina un potente effetto ossidante che può colorare di nero il dorso della lingua o le gengive o i denti.

Solo acqua e sale per disinfettare?

consigli-acquasaleL’acqua e sale, che ovviamente non è brevettabile, è un potente disinfettante aspecifico in quanto altera l’equilibrio osmotico delle pareti cellulari dei batteri provocandone la rottura. In pazienti che non soffrono di ipertensione e che si sono sottoposti ad interventi di chirurgia orale o che presentano stati infiammatori acuti, gli sciacqui con acqua e sale determinano il mantenimento di una adeguata disinfezione e nel contempo un’alterazione dell’osmosi tra ambiente orale e tessuti infiammati. Il risultato è una maggiore essudazione di fluidi dai tessuti infiammati con un ristabilimento di un normale tono mucoso e un’accelerazione dei processi di guarigione.

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Consigli utili sullo spazzolino più adatto alle proprie esigenze

consigli-spazzolinoPer incomiciare, bisognerebbe tenere presente che, nonostante le moderne tecnologie, non esiste tuttora lo spazzolino universale per tutte le bocche e per tutte le persone o per tutte le età, questo perché banalmente non siamo tutti uguali. In commercio perciò di spazzolini ve ne sono molti forse troppi tutti uguali, alcuni però hanno forme diverse questi ultimi devono essere consigliati per casi particolari, e infine vi sono quelli automatici. Lasciando ad altri il compito di descrivere le proprietà tecniche dei singoli spazzolini, si può semplicemente dare dei suggerimenti per la scelta rapida dello spazzolino di tutti i giorni in una condizione mediamente normale nella popolazione.
La cosa più importante per incominciare è la setola; il materiale adoperato per crearla comunemente è sintetico, questo perché rispetto alle ormai obsolete setole in fibra naturale di alcuni decenni fa quelle sintetiche hanno indiscusse proprietà di igenicità ovvero una minima adesione o colonizzazione batterica sulla stessa superfice. Tra i materiali sintetici (plastica, nylon, polietere e altri) la scelta, non facile, cade sulla migliore qualità fisiche di uno o dell’altro, in pratica sulla resistenza all’abrasione o usura più o meno rapida o per meglio dire omogenea. In vero essendo i materiali sintetici del tutto equivalenti, le caratteristiche da ricercare sono principalmente la “forma” della parte terminale della setole (tondeggianti o meno) e lo “spessore” delle stesse, che si traduce in pratica nella flessibilità che queste hanno quando sono adoperate e quindi nella denominazione commerciale di setole morbide, medie o dure. Quest’ultimo concetto è forse il più importante di tutti, e quindi lo spazzolino andrebbe scelto basandosi esclusivamente su questa qualità evitando per tanto le setole di tipo duro. Altre caratteristiche dello spazzolino come la disposizione delle setole , il numero e la forma della testa dell’utensile hanno poco valore pratico ma molto commerciale e servono solo per distinguere con evidenza un tipo da un altro.

La “durezza” della setola è importante perché determina la riuscita della pulizia del dente, in breve la setola nel movimento dovrebbe flettere sulle superfici piatte senza inpuntarsi e facilmente distendersi negli interstizzi interdentali o nei più piccoli anfratti dell’irregolare geometria dei denti. Per questo andrebbero evitate setole dure che arrecherebbero abrasioni anche molto gravi e evidenti come solchi e avvallamenti sul dente nei casi maggiormente fuori controllo.

Un altro principio assoluto è che non è lo spazzolino che pulisce il dente ma è lo spazzolamento che lo fa, è questo il motivo per il quale altre caratteristiche considerate in precedenza meno importanti non incidono in modo rilevante.

Esistono adesso anche gli spazzolini automatici che sono un sicuro e comodo aiuto alla pulizia dentale giornaliera forse troppo comodo, questo perché l’idea dell’automaticità ha sottratto tempo alla nostra pratica d’igiene che per convenzione (supportato da studi scientifici) dovrebbe essere non inferiore ai 2 minuti. Per cui il modo e la durata della pratica di pulizia dentale sono genericamente importanti.

Consigli utili sullo sbiancamento dei denti

consigli-sbiancamentoLo sbiancamento non è da considerare una terapia, è una richiesta estetica. Il dente è un organo più duro delle ossa del corpo, e questo lo rende molto resistente anche ad aggressioni di tipo chimico. L’agente sbiancante è un agente chimico con una capacità ossidante molto forte, non selettivo. Per essere sbiancato il dente deve essere perfettamente pulito sulla sua superficie, perché altrimenti l’agente sbiancante prima di essere efficace sul dente si esaurisce sulle inpurità. Lo sbiancante agisce ossidando i prismi di smalto ingialliti o inscuriti col tempo, e deve essere disposto sulla superfice del dente e solo del dente per un tempo indicato dal prodotto e dalla grado di sbiancamento che si vuole raggiugere. Essendo un agente aggressivo se bagna le gengive è molto fastidioso, ma il dente ovvero il nervo, non avvertirà differenza.

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