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I Dr.i Avvanzo intervistati dall’AAID

 

NUOVA TECNICA DI INSERIMENTO DI IMPIANTI ORALI A CARICO IMMEDIATO CONTEMPORANEO IN ZONE CHE NECESSITANO DI RICOSTRUZIONI OSSEE. (estratto della traduzione dell’intervista pubblicata sul Journal of Oral Implant Dentistry organo ufficiale di stampa dell’American Academy of Implant Dentistry.)

 

Chiediamo ai D.ri Pierluigi e Andrea Avvanzo in che cosa consiste questa tecnica e in che casi è applicabile.

La tecnica di implantologia orale immediata contemporanea a ricostruzioni ossee volumetriche consiste nel inserire impianti dentali, che verranno caricati immediatamente, in aree che nello stesso intervento necessitano di incrementi volumetrici in altezza o in spessore. Spesso le zone prive di denti da molto tempo presentano dei dismorfismi eccessivi in altezza o in spessore o in distanza dal seno mascellare che impongono una serie di scelte ardue per l’operatore.

Quali scelte?
L’operatore può scegliere di adattarsi alla volumetria ossea che si ha a disposizione arrivando però così ad un compromesso esteticamente NON valido oppure decidere di ristabilire la normale anatomia ossea e gengivale che è la stessa che sostiene le guance, le labbra e che in generale conferisce al sorriso un aspetto genuino e naturale; in quest’ultimo caso però sarebbero necessari più interventi e quindi più sofferenza e più sedute. Per dirla tutta a che serve fabbricare dei denti bellissimi se poi sono più lunghi di quelli naturali o sembra che siano appoggiati soltanto alla gengiva invece che uscirne fuori come nel caso dei denti propri?

Ma a che serve quindi questa tecnica nello specifico? E a chi è venuta in mente?

Permette di unire 2 tipi di interventi in uno solo essendo quindi meno traumatici in assoluto: inserire impianti caricati immediatamente ( cioè subito operativi) e contemporaneamente ricostruire aree atrofiche come nel caso del grande rialzo di seno mascellare. Ovviamente lei cosa preferisce farsi aprire 2 volte o una soltanto? La tecnica è venuta in mente a me (Pierluigi) rivedendo le tecniche di contenzione che si usano in ortopedia in caso di fratture di ossa lunghe, tecniche che prevedono l’immobilizzazione dei segmenti ossei con l’ausilio di “ingessature” o “stecche” metalliche che permettono una totale assenza di movimento e quindi una guarigione.


Come si ottiene questa immobilizzazione?

L’immobilizzazione è fondamentale anche sotto carico per permettere la guarigione del tessuto osseo, l’osteointegrazione degli impianti e per fare in modo che i materiali biomimetici e di osteo sintesi si trasformino esattamente in osso. Se non si ha immobilizzazione non si forma osso ma solo tessuto fibroso. L’immobilizzazione si ottiene usando come contenzione temporanea la solidarizzazione implantare effettuata saldando tra loro gli impianti con una barra di titanio tramite una sincristallizzatrice o semplicemente saldatrice intraorale (una macchina e una metodica inventate da un Italiano). La maggior parte dei colleghi usa la saldatrice intraorale bloccando definitivamente gli impianti ma io reputo la tecnica poco pulita per i miei canoni se si lascia per sempre la barra di titanio sotto il restauro protesico. Io la mantengo lo stretto necessario per favorire la riformazione ossea a guisa di ingessatura ortopedica.
Io e mio fratello abbiamo pubblicato, come primi operatori, questa tecnica sul Journal of Oral Implantology (organo ufficiale di stampa dell’American Academy of Implant Dentistry) a Gennaio 2012 ma ho altri casi documentati della metodica.Chiunque voglia leggere in inglese l’articolo integrale può scaricarlo dal sito www.pubmed.org e cercare il seguente autore: P Avvanzo.

Dott. Pierluigi Avvanzo