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Preziose otturazioni in argento, ma cosa nascondono?

AMALGAMA: PAURE E FALSI MITI.
Il lato oscuro del dente.

Innanzitutto, cos’è l’amalgama? Anche detta comunemente piombatura” è il termine generico per definire una miscela solida di metalli solitamente composta da: argento (in maggiore quantità), stagno, rame, palladio, indio e da una parte liquida, il mercurio, malgrado sia assente il piombo; in concentrazioni, che con l’avanzamento tecnologico negli anni, sono andate modificandosi radicalmente. L’artefice del processo di amalgamatura è il mercurio, l’unico metallo allo stato liquido alla temperatura standard (25°C), capace di bagnare e quindi amalgamare gli altri metalli che conferiscono le caratteristiche fisiche di robustezza e durezza alla lega. La presenza di questo elemento chimico nel cavo orale ha suscitato e suscita tuttora accese discussioni tra accademici, operatori del settore e pazienti. Nel web e su opuscoli vari dal valore divulgativo circolano notizie più o meno fondate, bugie e mezze verità che alimentano, come succede di solito, l’interminabile dibattito tra omeopatici e non, salutisti e non, esteti ed ergonomisti che perdura nel caso dell’amalgama dal momento stesso della messa in opera di questo ritrovato sintetico per l’otturazione della carie dentale, ovvero dal 1826.
Introdotta quasi due secoli fa da un francese tale Taveau che la presentò come “pasta d’argento”, successivamente fu abbandonata per diversi decenni per poi riapparire grazie ad un americano tale Black che nel 1895 reintrodusse l’amalgama nella pratica dentistica formulando i canoni da rispettare in dimensione e posizione per la corretta otturazione delle carie. Si è calcolato che ogni anno nel mondo vengano eseguiti 500 milioni di restauri in amalgama e 200 milioni nei soli Stati Uniti. Nonostante la ricerca scientifica abbia concepito e realizzato, da quasi mezzo secolo, delle alternative sintetiche preoccupandosi principalmente di ovviare all’inestetico aspetto dell’amalgama, ci si domanda tuttavia come mai quest’ultima non sia ancora diventata obsoleta; anzi non è difficile trovare tuttora persone che sono state trattate con questo materiale. Anche se i nuovi materiali ceramici hanno risolto il problema estetico in modo eccellente, affannano ancora a soppiantare definitivamente l’amalgama; come mai?
Sicuramente il lato economico favorisce l’amalgama ma non c’è solo questo, inequivocabilmente sono le caratteristiche intrinseche del materiale di durata, durezza e robustezza che spiegano il suo discusso successo. Fino adesso non è ancora stato raggiunto la stessa durezza dell’amalgama nè dall’oro nè dalle nuove resine composite o comunemente chiamate “otturazioni bianche”.
Dunque, dov’è il problema dell’amalgama? Come già detto è il Mercurio. Noto per essere neuro e nefro-tossico in grosse quantità, ovvero avvelena le cellule nervose e renali ma non solo; le sue esalazioni, prodotte dall’ossidazione dell’ossigeno nell’aria, da sali liposolubili od idrosolubili (solubili in acqua) sono pericolose tanto per i paziente quanto e forse più per il dentista (che ne utilizzerebbe molto nell’arco della carriera). Il mercurio ha una temperatura di fusione di -38°C (sottozero) e una temperatura di evaporazione di 356°, per questo evapora in tempi lunghi e con temperature molto più elevate di quelle del corpo umano, quindi non e’ cosi pericoloso per le vie respiratorie. I rischi sono legati in massima parte alla possibile inalazione ed ingestione di granuli di mercurio durante l’esecuzione delle otturazioni o la loro rimozione, il rischio si riduce sensibilmente se il paziente è protetto da una speciale barriera di gomma chiamata “diga” che isola i denti dal resto della bocca. Il mercurio, una volta legato agli altri metalli, è dimostrato essere stabile. Due studi scientifici, uno tedesco nel 1995 e uno svedese nel 1997 dell’Università di Goteborg sono giunti alle conclusioni che la quantità di mercurio dovuta alle otturazioni non è più pericolosa del contenuto in alcuni alimenti come pesce e altre sostanze. Oltre al mercurio bisogna fare i conti con le correnti galvaniche, vere e proprie scariche elettrostatiche, che sono prodotte da tutti i metalli immersi in un conduttore elettrico, la saliva composta principalmente di acqua. È quindi sconsigliabile la rimozione delle otturazioni metalliche se queste godono di un ottimo stato.