segui la Consulenza gratuita online

Sbiancamento dei denti: cose da sapere

Sbiancare i denti non è molto diverso da fare la tintura ai capelli o fare una seduta di lampada abbronzante.
In sostanza con questo si vuole dire che lo sbiancamento dentale è una tecnica di “cosmesi”, per questo esso conferisce un evidente beneficio anche se, come tutte le tecniche di cosmesi, non è scevra di problematiche per la salute.
Tutto ciò che per cosmesi agisce su un organo modificandone intrinsecamente la caratteristica, in questo caso il colore, penetra profondondamente nelle strutture proteiche solo però per un tempo limitato, ovvero fino a che l’organismo in contrasto con il fenomeno alterante innesca un processo contrastante per riottenere la “restitutio ad integrum” (il ripristino delle condizioni precedenti).
Il cavo orale con i denti, diversamente da quello che si può pensare, è un organo come la pelle con il cuoio capelluto e gli annessi piliferi, pertanto è importante fare delle dovute precisazioni.
Se sui nostri denti abbiamo delle protesi: ponti, corone, faccette e anche otturazioni esse non si sbiancheranno nemmeno con i prodotti professionali. Di regola lo sbiancamento anche se domiciliare o così detto “fai-da-te” dovrebbe essere preceduto da una completa detartrasi (pulizia dei denti) professionale per eliminare le impurità (il tartaro) che al contrario permanendo sul dente impedirebbe la penetrazione dei prodotti sbiancanti sulla superficie dello smalto dentale, come una sorta di patina impermeabile. Il colore dei denti è una caratteristica peculiare di ognuno di noi, un pò come l’iride degli occhi, il colore della pelle, dei capelli e le impronte digitali. In pratica è difficilissimo trovare un colore dei denti del tutto uguale tra due persone, addirittura ci sono variazioni di colore tra i denti della stessa bocca. Infatti il colore è impostato geneticamente ma per i denti non c’è solo questo; i denti sono composti da due sostanze: dentina all’interno e smalto all’esterno quasi trasparente, perciò la prima determina il colore e la sua intensità, quanto più c’è più giallo risulta il dente. In più i denti non hanno la stessa forma per cui lo spessore della dentina varia mentre lo spessore dello smalto rimane pressocchè identico per tutti i denti, una media di 2 mm intorno alla corona del dente, in quantità maggiore sulle punte (cuspidi e margini incisali) meno al colletto; è questo il motivo per cui i canini anche dopo lo sbiancamento risultino più scuri degli incisivi. Anche l’età del dente fa diminuire la sua luminosità facendolo apparire più giallo per il semplice fatto che lo smalto si assottiglia nel consumo giornaliero e la dentina si ispessisce perchè è continuamente prodotta dalle cellule della polpa dentale. Per questo non c’è da stupirsi se qualcuno vi dice che “da giovane” aveva dei denti bianchissimi. I denti con abrasioni da spazzolino o con colletti e parte della radice esposta dovrebbero essere trattati con attenzione o sotto la vigile preparazione del dentista, questo per evitare l’unico sgradevole inconveniente della ipersensibilità.
Lo smalto dentale è paragonabile al sottile strato di smalto di una piastrella che la rende resistente e impermeabile ad attacchi di acidi e solventi, tuttavia anche le piastrelle assorbono i colori così lo smalto dentale assorbe i pigmenti dei cibi che si inseriscono tra le strutture prismatiche dello stesso smalto. I prodotti sbiancanti professionali o meno hanno un potere ossidante, infatti sono in genere costituiti da perossidi di idrogeno o di carbammide con percentuali fino al 38% per quelli professionali; percentuali più alte risulterebbero molto aggressive se non nocive per le cellule della polpa dentale. A tal motivo denti devitallizzati con otturazioni canalari molto datate potrebbero far sembrare il trattamento sbiancante un fallimento, a meno che non si insista oppure si attui lo sbiancamento interno anche della dentina che appunto può essere attuato solo se il dente non è più vitale.
I rischi di un trattamento di sbiancamento dei denti sono praticamente nulli. Sia l’ipersensibilità che l’irritazione gengivale, potenziali effetti collaterali, possono comparire tanto con i prodotti “fai-da-te” quanto con le tecniche professionali, ma nel caso del trattamento in studio, comunque, essi sono in genere minimi e tenuti sotto controllo dal dentista. Per l’appunto uno dei vantaggi del trattamento con tecniche professionali di sbiancamento dei denti è la visita preliminare per escludere eventuali controindicazioni al trattamento, inoltre è previsto un minimo impegno di tempo e pazienza per un massimo risultato. L’apparente vantaggio dei metodi “fai da te” è nel costo, ovviamente più basso rispetto alle più efficaci tecniche professionali di sbiancamento dei denti, questo perché le concentrazioni dei gel sbiancanti sono più blande a discapito della durata dell’effetto

. Infatti i potenti prodotti utilizzati in un ciclo di trattamento sbiancante professionale richiedono per il loro utilizzo conoscenze ed esperienza e hanno un costo di base molto più alto rispetto ai prodotti fai da te reperibili nelle farmacie e nei grandi magazzini.